Città di Codroipo

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CALVI PIER FORTUNATO (1817-1855), patriota italiano, passato dall'esercito austriaco a quello italiano, fu eroico difensore del Cadore insorto. Dopo un temporaneo esilio, fu nominato Commissario del Partito d'Azione per il Veneto e, fatto prigioniero e incarcerato a Mantova, fu impiccato a Belfiore.

CANDONIO FLORIANO (sec. XVI), musicista e sacerdote, di antica famiglia udinese, fu maestro ripetitore nel ginnasio cittadino. La sua attività spaziava dal mondo ecclesiastico a quello profano, come testimonia la pubblicazione nel 1546 del Primo libro di Madrigali, in cui si ha l'elaborazione in modi rinascimentali di forme popolaresche.

CANDOTTI GIOVANNI BATTISTA (1809-1876), riformatore della musica sacra e maestro di J. Tomadini, nacque a Codroipo. Sacerdote, svolse la sua attività pastorale e musicale a Cividale, lasciando oltre 500 composizioni, tra cui alcune messe, l'Inno a S. Giovani Napomuceno, il Gloria et honore ép. 43 per 2 cori e orchestra, l'Exultate deo, ecc. Nel 1969 venne formato a Codroipo il coro che porta il suo nome, diretto per anni dal maestro Gilberto Pressacco.

CAPRETTO PIETRO (1427-1504), musicista e compositore di musiche sacre, nato a Pordenone. Fu vicario pastorale a Gemona, dopo il 1490 tornò a Pordenone. Erudito di studi classici, fu autore di trattati morali e di traduzioni con lo pseudonimo di "Piero dal Zochol".

CARDUCCI GIOSUE (1835-1907), poeta e critico, premio Nobel per la letteratura nel 1906. Insegnante ginnasiale e poi presso l'università di Bologna, partecipò attivamente e appassionatamente alle vicende della politica italiana del suo tempo, animato da idee democratico-repubblicane. Raccolte di opere poetiche: Juvenilia, Levia Gravia, Giambi ed Epodi, Rime Nuove, Odi Barbare e Rime e Ritmi.

CARNEO ANTONIO (1637-1692) pittore tra i più significativi del periodo barocco, buon ritrattista, operò in prevalenza in Friuli e nel Veneto. Sue opere presso la Basilica delle Grazie, la chiesa di S. Cristoforo e la pinacoteca dei civici musei di Udine.

CATTANEO CARLO (1807-1869), pensatore e uomo politico, allievo del Romagnosi. Repubblicano e federalista, fu il massimo esponente del pensiero democratico italiano dell'Ottocento. Dopo aver partecipato all'insurrezione di Milano del 1848, visse in esilio a Parigi e a Lugano, tornando in patria nel 1859. Ha lasciato numerose opere e fu fondatore e direttore de Il Politecnico dal 1839 al 1844.

CERVI fratelli: AGOSTINO, ALDO, ANTENORE, ETTORE, FERDINANDO, GELINDO e OVIDIO.
Patrioti emiliani, membri della stessa famiglia, parteciparono alla Resistenza tra le file del partito comunista. Arrestati dai tedeschi il 25.11.43, furono fucilati il 28 dicembre dello stesso anno. Il maggiore aveva 42 anni, il minore 22. Sono ciascuno medaglia d'oro della Resistenza.

CHIOZZA LUIGI (1828-1889), imprenditore friulano, nato a Scodovacca, dove tenne un podere sperimentale. Frequentò a Parigi l'Ecole de Chimie e diresse la Scuola di incoraggiamento arti e mestieri di Milano. Numerose furono le sue iniziative, soprattutto in campo agricolo.

CICONI TEOBALDO (1824-1863), poeta lirico e patriota. Combattè nel 1848 a Udine e a Venezia, quindi visse parte a Padova parte in esilio. Fondò a Milano il giornale Il Lombardo e predilesse forme poetiche facili e popolari. Le sue spoglie furono trasferite a Udine.

COLLOREDO ERMES, di - (1622-1692), poeta di famiglia nobile friulana, che, dopo aver militato nell'esercito tedesco e in quello veneziano, si ritirò nella sua villa di Gorizzo. Ebbe cariche pubbliche e scrisse un'opera poetica di successo Poesie friulane, specchio di una vita piena di contrasti.

COLOMBO CRISTOFORO (1451-1506), grande navigatore genovese e scopritore dell'America il 12 ottobre 1492 con tre caravelle fornite dal governo portoghese. Guidò altre tre esplorazioni, l'ultima delle quali si concluse con la rivolta degli equipaggi. Da allora non si occupò più di navigazione.

CORDANS BARTOLOMEO (1698-1757), insegnante e compositore di musica sacra, tra cui messe notevoli e oratori, fu maestro di cappella della metropolitana di Udine dal 1735 al 1757. E' autore di una vasta produzione, conservata a Udine e a Vienna, solo in minima parte edita.

CRIPPA ETTORE ( - 1935), capitano dei carristi, medaglia d'oro caduto in Africa in combattimento con un contegno eroico, apparteneva al reggimento di stanza a Codroipo.

D'ACQUISTO SALVO (1920-1943), sottufficiale dei carabinieri, chiamato l'eroe di Polidoro, insignito di medaglia d'oro al valor militare. Durante l'occupazione tedesca immolò la sua vita per salvare 22 ostaggi, condannati per rappresaglia alla fucilazione dai tedeschi.

DANTE ALIGHIERI (1265-1321), massimo poeta di lingua volgare, l'italiano di cui è considerato una specie di padre fondatore. Partecipò attivamente alla vita politica di Firenze dove nacque, fu esiliato e visse in varie città italiane; durante la sua vita raminga la poesia non l'abbandonò mai, ravvivando i suoi ideali politici e religiosi. La sua fama è legata al capolavoro La Divina Commedia, poema in versi diviso in tre parti (Inferno, Purgatorio, Paradiso); altre sue opere sono: Vita Nuova, Convivio, De Vulgari Eloquentia, De Monarchia, Rime, ecc.

DE PAULIS LUIGI (1834-1859), valoroso ufficiale, medaglia d'argento, caduto combattendo nella battaglia di San Martino del Risorgimento italiano.

DEL NIN RENATO (1922-1944), partigiano operante col nome di Anselmo, fu tra i fondatori delle Brigate Osoppo Friuli. Caduto in operazioni militari nel tentativo di far insorgere Tolmezzo, è medaglia d'oro della Resistenza.

DIACONO PAOLO (730-799), storico longobardo formatosi nella nativa Cividale, poi trasferitosi alla corte di Ratchis a Pavia e a Benevento. Dopo un periodo di ritiro a Montecassino, passò ad Aquisgrana e in Francia, per ritirarsi quindi definitivamente in convento, dove morì. Tra i diversi suoi scritti, è ricordato per la Storia dei Longobardi, testo fondamentale per la conoscenza di questo popolo.

DORIA ANDREA (1468-1560), condottiero e uomo di stato, nato a Oneglia. Dopo aver servito Genova, fu al servizio dei francesi e di Carlo V, che, anche per merito suo, riconobbe a Genova la libertà.

DUODO Francesco Antonio (1757-1811), Comandante navale, militò nella marina veneziana, in quella austriaca (dopo il trattato di Campoformido) e in quella francese del Regno Italico. Morì nella battaglia di Lissa, che segnò la sconfitta dei franco-italiani.