Città di Codroipo

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LA FIERA DI SAN SIMONE E I MERCATI A CODROIPO

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Il 17 novembre 1344 i conti di Gorizia, Enrico e Mainardo, vendono i mercati di Codroipo e altri diritti feudali a Walterpertoldo di Spilimbergo. Nel 1567 Girolamo da Porcia ricorda nei suoi scritti il periodico mercato di San Simone. Risulta anche dai documenti, dunque, l'importanza del mercato per il centro abitato di Codroipo. Il martedì e, soprattutto, nei giorni del famoso mercato di San Simone (28 ottobre) Codroipo era affollata da una moltitudine di acquirenti e curiosi che si aggiravano tra i banchi dei venditori. In realtà non si trattava di un unico mercato, ma di più mercati collocati nei diversi borghi: il mercato dei bovini e degli equini nel Foro Boario; a est del paese quello degli ovini e dei suini; nei pressi delle prigioni il mercato degli animali da cortile; nella piazza principale si contrattava l'acquisto dei cereali; nei pressi della chiesa frutta e verdura e nel Borg di Sot (via Candotti), infine, si vendeva la legna. L'importanza economica del mercato, soprattutto fino alla seconda Guerra Mondiale quando scompare il commercio di bestiame e di cereali, è evidente, ma non è inferiore al valore di festa che questa occasione offre: "andare al mercato" significava concedere una tregua alle occupazioni quotidiane, offrire a bambini, ragazze e ragazzi quelle rare opportunità di godere di un vero e proprio teatro a cielo aperto, animato da giocolieri e indovini, prestigiatori e funamboli. A Codroipo, il mercato è favorito dalla presenza dell'incrocio e dalla posizione geografica, le merci arrivano anche da molto lontano e talvolta alcuni prodotti vengono perfino esportati. Per vendere la merce si deve contrattare il prezzo, assicurarsi della qualità, "fare l'affare", bisogna parlare, convincere o farsi convincere, magari seduti a un tavolo della taverna davanti a un bicchiere di vino. Così sono tutti i mercati del mondo, così era per Codroipo la Fiera di San Simone: non solo "il convegno mondiale della provincia" (G. B. Fabris), ma anche un affollamento di "baracconi, giostre, circhi, tiro a segno e mille altre diavolerie" (don Vito Zoratti). Ancora oggi, l'appuntamento del martedì è un rito quasi irrinunciabile per Codroipo e dintorni che testimonia la permanenza culturale delle antiche tradizioni, seppure in una realtà totalmente modernizzata, anche nel suo "mercato". E' forse a questa dimensione della festa e del "meraviglioso" che si deve il successo attuale della Fiera di San Simone, la cui valenza simbolica e aggregativa sembra eclissare la pur esistente funzione commerciale, restituendo al presente un frammento autentico del passato.