Città di Codroipo

Ricerca rapida


< vai al contenuto centrale




LO SVILUPPO DI CODROIPO TRA IL CINQUECENTO E IL SEICENTO

Grazie alla pianta del perito pubblico Valentin Pantaleoni del 1706, possiamo seguire lo sviluppo urbanistico di Codroipo individuando tre fasi distinte e tre diverse direttrici di crescita urbana. Le prime riguardano il centro cittadino, il nucleo della cortina. All'interno del fossato, nel settore est della cortina, pressappoco in corrispondenza con le prigioni, aveva sede anche il castello, la cui costruzione era iniziata nel 1343, ma di cui non resta nulla. Il duomo acquista centralità e importanza facendo assumere all'area centrale, prima consacrata alla difesa, una funzione esclusivamente religiosa. La seconda fase vede lo sviluppo dell'area compresa all'interno dell'anello della Roggia che comprende, oltre alla cortina, le abitazioni lungo la strada per Goricizza - dove, in corrispondenza con il ponte che portava all'interno della cortina, si trovava un posto di guardia detto Quartiere delli Spadazzini -, il Borg di Sot, a sud, seguendo la strada per Iutizzo - dove i "linaroli" Rota posero la loro dimora - e dell'asse est-ovest, dalla porta verso il Tagliamento al ponte sulla Roggia, detto della Seriola, difeso da due torri. Terza fase e direttrice, infine, è quella che va dal ponte della Seriola alla chiesa di San Rocco - posta come d'abitudine sugli itinerari principali e fuori delle mura della città essendo San Rocco protettore dei viandanti e dei pellegrini; vicino, infatti, sorgeva anche un piccolo ospizio - e comprende anche gli sviluppi laterali. Sull'odierna via Roma sorse anche la nuova dimora dei Cossio, appena oltre il ponte della Seriola. Nei pressi della chiesa di San Rocco e dell'ospizio (dove ebbe sede anche la barriera daziaria) si formò una piazzetta da cui si diramavano alcune vie minori, tra cui quella che raggiungeva la bûse dal cuch - stagno d'acqua, con scolo nella Roggia, adibito ad abbeveratoio per il bestiame e a lavatoio - situata a nord del centro abitato, nell'area dell'attuale Villa Mangiarotti-Frova, ai cui lati sorsero case di tipo rurale.

cartina